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La Nave della Legalità - 23 maggio 2009
Prof.ssa Armanda Chieppa e l’alunna Immacolata Tanco della IV B (corso per non udenti)

LA NOSTRA ESPERIENZA SULLA NAVE DELLA LEGALITÀ: UN VIAGGIO, MILLE EMOZIONI
È importante per noi giovani ricordare i grandi uomini. Sono passati otto mesi dal viaggio sulla nave della legalità, ma a noi sembra sia stato solo ieri. È stata un·esperienza che ci ha coinvolto tutti (professori e studenti). Abbiamo lavorato con impegno e costanza, ma divertendoci e partecipando al progetto della legalità. Il viaggio è durato tre giorni e ha coinvolto quindici studenti della nostra scuola. Tutto è stato organizzato con grande precisione; infatti siamo stati scortati dalla polizia. Il tragitto Napoli - Palermo è stato lungo, ma in mezzo al mare, con il sole e il vento, il nostro pensiero ha navigato per mari sconosciuti. Abbiamo riflettuto sulla vita di grandi uomini quali i giudici Falcone e Borsellino e su come la loro vita abbia cambiato la nostra, perché grazie ad eroi come loro il mondo è migliore. Durante il viaggio, abbiamo conosciuto altri ragazzi sordi. Abbiamo conosciuto il Ministro Gelmini e il Presidente della Repubblica, quella Repubblica che Giovanni e Paolo hanno tanto difese. La cosa straordinaria è che sulla nave tutto il personale non ha percepito alcun guadagno; hanno tutti lavorato in nome di un ideale; l’unica cosa pagata è stato il carburante, offerto dal ministro e il traghetto Snav Toscana è stato offerto dall’armatore Gianluigi Aponte. Il momento più emozionante è stato il corteo, che abbiamo aspettato con ansia, stringendo forte tra le mani il nostro cartellone su cui abbiamo scritto “Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno”. Ciò che più ci ha colpito è stato il silenzio della città di Palermo: nessun abitante si è affacciato sul balcone durante la marcia, nessun palermitano ha applaudito, mentre millecinquecento studenti provenienti da tutta Italia erano lì a camminare silenziosi, manifestando il loro sdegno per la morte di due grandi uomini, due uomini consapevoli di dover morire, due uomini che hanno sacrificato la loro famiglia, ma non hanno mai perso il coraggio di lottare e di cambiare il mondo. Noi ci auguriamo di riuscire con la nostra vita, il nostro lavoro e l·educazione impartita ai nostri figli a far si che il loro sacrificio non sia stato vano.
La Nave della Legalità - Maggio 2009
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